Stampa a caratteri mobili: i pensieri del cartaio clandestino Marco Brunello, ispirato dal quartiere multietnico

Marco Brunello è un cartaio e un tipografo che nel 2012 ha aperto la sua bottega Cartiera Clandestina prima in via Motta, poi spostandosi in via Piave a Settembre del 2019.

Anche se la vita lo ha portato a fare diversi lavori dopo una parentesi a Trieste e una a Milano, il suo è un background artistico al 100%. 

Con un diploma al liceo artistico di Venezia e una laurea come scenografo all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel 2008 ritorna a Mestre e si avvicina al mondo della carta. 

Le sue sperimentazioni artistiche lo hanno condotto alla ricerca del verbo visuale, ovvero cerca di dare dignità alla parola dal punto di vista estetico e di trasformarla in materia attraverso la tipografia a caratteri mobili

Se avete bisogno di realizzare un progetto grafico particolare, Marco Brunello fa al caso vostro. Dalle commissioni commerciali come brochure e biglietti da visita fatti e stampati a mano, a libri d’artista con carta su misura a livello di grammatura, tipo di fibra, collatura, dimensioni per rispondere a tutte le esigenze.

Affianco al progetto tipografico, si accosta il bisogno di avere una carta che rispondesse alle esigenze del suo mestiere. E così dopo diversi corsi sul mondo della carta, decide di produrla in autonomia.

Nel suo laboratorio si trovano tutti gli strumenti necessari: dalle vasche ai telai, dalle presse ai filtri utili alla produzione della carta, dalla fase del macero alla raffinazione. 

Per chi non lo sapesse la carta si può riciclare fino a cinque volte e Marco realizza carta riciclata al primo ciclo, utilizzando pura cellulosa per ottenere un prodotto di qualità. 

La sua carta non viene solamente utilizzata per i progetti che gli vengono commissionati, ma è anche possibile acquistarla presso la bottega. Si tratta di una tipologia di carta versatile che si presta a qualsiasi tecnica, ha la trama personale del cartaio, al tatto è semiliscia e ha una buona qualità di resa (per non dire ottima, ma solo perché Marco si definisce umile).

Da sempre collabora con le scuole elementari, medie e superiori della zona attraverso laboratori di produzione della carta. 

Marco ci confessa che gli piace molto lavorare con i ragazzi: il confronto con le diverse età è soddisfacente e gli fornisce diversi spunti di riflessione, utili all’attività di dare materia ai suoi pensieri.

Gli studenti non sono i soli ad ispirare le creazioni di Marco. 

Infatti, uno dei motivi che lo ha spinto a trasferire la sua bottega in zona via Piave è stato l’input culturale. Il quartiere multietnico è uno suggerimento artistico per i pensieri di Marco: le sue riflessioni da astratte diventano concrete attraverso la stampa a caratteri mobili.

Riferendosi alle altre botteghe interessanti della zona, ci ha menzionato il Giralibri, Chorus, Anim’arte, Faccette, Blubanana e altri che secondo lui riescono a comunicare qualcosa in modo fresco, anche solo attraverso le vetrine.

Comunicare nella maniera corretta non è certamente facile, forse la carta stampata ci riporta all’origine, ma ancora prima dell’invenzione della stampa l’unico modo per comunicare era attraverso l’oralità. 

Secondo Marco Brunello la parola dell’amico di fiducia vale più di qualsiasi altro mezzo di comunicazione, definendo il passaparola il social network migliore di tutti.